Luigi Siniscalchi

  • Born 1971-01-24

Luigi Siniscalchi, noto anche come Sinis, è un fumettista italiano con una carriera iniziata giovanissimo. Dopo il diploma al liceo artistico di Salerno, ha lavorato come assistente su Alan Ford, per poi esordire come disegnatore ufficiale con fumetti erotici e Masters of the Universe. Negli anni ’80 ha pubblicato storie horror su riviste come Splatter e Mostri. Poco più che ventenne è stato ingaggiato dalla Sergio Bonelli Editore, disegnando episodi di Dylan Dog, Martin Mystère, Nick Raider (di cui è diventato un disegnatore simbolo) e Julia. Ha contribuito anche a Magico Vento, Demian e Saguaro, oltre a collaborazioni nel fumetto indipendente con lo sceneggiatore Enrico Teodorani (Djustine). Disegnatore versatile, Siniscalchi ha attraversato diversi stili prima di arrivare a un tratto personale, più grafico e veloce, basato sul contrasto tra bianco e nero, capace di creare atmosfere suggestive. All’esordio Bonelli, il suo stile ricordava quello della “scuola salernitana” di Brindisi e De Angelis, da cui poi si è progressivamente distaccato. [Luigi Siniscalchi, also known as Sinis, is an Italian comic book artist who began his career at a very young age. After graduating from the Art High School in Salerno, he worked as an assistant on Alan Ford, before making his official debut as an artist with erotic comics and Masters of the Universe. In the 1980s, he published horror stories in magazines such as Splatter and Mostri. Just past his twenties, he was hired by Sergio Bonelli Editore, drawing episodes of Dylan Dog, Martin Mystère, Nick Raider (for which he became a signature artist), and Julia. He also contributed to Magico Vento, Demian, and Saguaro, and collaborated in the independent comics scene with writer Enrico Teodorani (Djustine). A versatile artist, Siniscalchi explored various styles before developing his personal approach—a more graphic and dynamic line, based on black-and-white contrasts, capable of creating evocative atmospheres. At his Bonelli debut, his style resembled that of the “Salerno school” of Brindisi and De Angelis, from which he gradually distanced himself.]